Gli indicatori presi in esame dall'Istat riguardano in primo luogo la gestione dei rifiuti e in particolare la quantità di riufi urbani raccolti, la quantità degli stessi che finisce in discarica e la quota di raccolta differenziata raggiunta nelle varie aree del Paese. Non mancano: un'analisi sulla spesa per la tutela dell'ambiente delle amministrazioni locali; i dati sulle emissioni di gas serra; quantità dell'acqua erogata e le impressioni delle famiglie sulla qualità dell'aria e del verde urbano.
"Nel 2008 sono 542,7 i kg di rifiuti urbani raccolti per abitante, l’1,0 per cento in meno rispetto all’anno precedente; continua, quindi, la tendenza decrescente già registrata tra il 2006 e il 2007 (-0,6 per cento)", si legge nel rapporto. Una quota al di sopra della media europea che si attesta intorno ai 524 kg per abitante. Le regioni dell’Italia centrale si confermano le maggiori produttrici e raccoglitrici di rifiuti urbani con 622,2 kg pro capite, seguite dai 568,5 kg pro capite delle regioni del Nord-est, dai 526,6 kg del Nord-Ovest e dai 496,1 kg delle regioni del Mezzogiorno. Tra le regioni, la Toscana detiene il primato dei rifiuti urbani raccolti con 689,3 kg per abitante, mentre la Basilicata risulta l’unica regione per la quale si rileva una raccolta di rifiuti urbani inferiore a 400 kg pro capite.
Sul fronte della raccolta differenziata, il 2008 ha fatto registrare un aumento di 3,1 punti percentuali rispetto al 2007, raggiungendo il 30,6 per cento del totale dei rifiuti raccolti. In generale tutte le Regioni italiane hanno visto aumentare la loro quota di differenziata ma con forti differenze tra le diverse aree del Paese: "si passa dal 47,6 per cento del Nord-est, al 43,9 del Nord-ovest, al 22,9 per cento del Centro fino al 14,7 per cento del Mezzogiorno", si sottolinea nel rapporto. "La migliore performance è quella della Sardegna, che fa registrare un aumento pari 6,9 punti percentuali raggiungendo quota 34,7 per cento [...]. Di contro le situazioni peggiori si rilevano per la Sicilia, dove si ha un aumento pari solo a 0,6 punti percentuali, per il Lazio, dove l’aumento è di 0,8 punti percentuali, e per la Basilicata (+1 punto percentuale)".
La nota dolente resta quella dello smaltimento in discarica dove finisce più del 52,7 per cento del totale dei rifiuti urbani raccolti su tutto il territorio nazionale. Nel 2008 la situazione risulta molto eterogenea: al Nord-ovest i rifiuti urbani conferiti in discarica sono il 26,7 per cento sul totale dei rifiuti urbani raccolti; il 30,9 per cento al Nord-est; il 76 per cento nel Mezzogiorno e il 68,8 per cento in quelle del Centro. "Le regioni del Centro sono le uniche per le quali si registra un peggioramento rispetto al 2007: 1,7 kg per abitante in più di rifiuti urbani sono smaltiti in discarica. La regione che conferisce quantità inferiori di rifiuti in discarica è la Lombardia (42,1 kg per abitante) seguita dal Friuli-Venezia Giulia (81,1 kg per abitante). Le regioni che, al contrario, fanno maggiore ricorso alla discarica con quantità superiori a 500 kg per abitante sono Liguria e Lazio, che smaltiscono con tale modalità rispettivamente 519,2 e 512,8 kg per abitante", evidenzia il rapporto.
Sugli altri indicatori presi in esame dal rapporto, la nota di sintesi dell'Istat, evidenzia che "Le amministrazioni regionali spendono per la tutela ambientale in media circa 80 euro per abitante"; "il consumo pro capite di acqua potabile ha subito un incremento dell’1,2 per cento negli ultimi dieci anni e nel 2008 sono stati erogati 92,5 m3 di acqua potabile per abitante. Il 38,0 per cento delle famiglie italiane segnala, inoltre, problemi relativi all’inquinamento dell’aria nella zona di residenza e il 19,6 per cento lamenta la presenza di odori sgradevoli (anno 2010). Nel complesso dei comuni capoluogo di provincia, la popolazione dispone di 105,9 m2 per abitante di aree verdi o di particolare interesse naturalistico (anno 2009), con un incremento del 2,8 per cento rispetto al 2000".
G.B.




