Nella storica sentenza pronunciata lunedì 14 febbraio dal giudice di Lago Agrio, Nicolas Zambrano, la Chevron, (che ha acquisito la Texaco, vera responsabile dell'inquinamento) è accusata di aver trasformato una parte dell'Amazzonia ecuadoriana nella zona industriale "più contaminata del mondo".
Secondo il giudice, per quasi 30 anni, la multinazionale statunitense, ha inquinato irreparabilmente il territorio ecuadoriano provocando gravi danni alla salute della popolazione locale, sversando miliardi di litri di fanghi di lavorazione del petrolio e acque reflue in corsi d'acqua e fiumi locali.
La causa era stata intentata nel 1993 dalle comunità indigene contro l'allora società petrolifera Texaco, poi assorbita dalla Chevron. Nella richiesta iniziale il risarcimento chiesto alla multinazionale era stato fissato in 27 miliardi di dollari ma i danni provocati dalla multinazionale ammonterebbero a "113 miliardi di dollari" ha affermato Pablo Fajardo, il coraggioso avvocato che ha difeso i diritti degli oltre 30 mila cittadini indigeni, che ha annunciato di voler presentare ricorso "perchè riteniamo il risarcimento (9 miliardi di dollari n.d.r.) insufficiente", ha affermato.
I membri dell'Amazon Defense Coaliton giudicano storica la sentenza: "È la prima volta che un popolo indigeno fa causa a una multinazionale nel Paese in cui i crimini sono stati commessi e ottiene giustizia", hanno sottolineato.
L'azienda ha naturalmente reagito alla sentenza, annunciando ricorso e difendendosi dicendo di aver speso 40 milioni di dollari a partire dal 1998 per il ripristino ambientale. Sulla vicenda è intervenuto anche il Presidente dell'Ecuador Rafael Correa definendo le azioni di ripristino ambientale dell'azienda "una farsa" e sottolineando che "La società petrolifera ha commesso un crimine contro l'umanità. Villaggi interi sono stati sterminati a causa dell'inquinamento" ha affermato il Presidente socialista, Correa. Dopo queste dichiarazioni la Chevron si è detta preoccupata per l'equità del processo in Ecuador.
Secondo uno studio commissionato dal tribunale di Lago Agrio al geologo Richard Cabrera l'inquinamento da parte della filiale locale della Texaco ha portato nel corso degli anni a centinaia di morti per cancro e leucemie. Testimonianze e prove di quanto avvenuto sono state raccolte in oltre oltre 200 mila pagine di documentazione messe a disposizione del tribunale, che le ha riassunte nelle 188 pagine della sentenza che stabilisce il risarcimento di 8,6 miliardi di dollari, da aggiungere al quasi miliardo di dollari che la Chevron dovrà pagare alla Amazon Defense Coalition, l'associazione che raggruppa i querelanti.
Inoltre, se la Chevron non si scuserà pubblicamente entro 15 giorni tramite annunci sui giornali americani ed ecuadoriani, la sentenza prevede il raddoppio della multa, che porterebbe quasi a raggiungere i 20 miliardi di dollari che la BP si è impegnata a pagare per il disastro nel Golfo del Messico.
G.B.




